venerdì, 03 luglio 2009
Il mio campeggio è una pineta che sta tra l'aurelia e il mare. Una striscia di macchia mediterranea lo divide dalla spiaggia. Tutti gli anni a primavera si riempie di roulotte, teli verdi, cucinotti. Io sto nella stessa piazzola con gli stessi vicini da più di dieci anni. Tutto uguale di anno in anno, salvo qualche sdraio.
Tutto uguale tranne i bimbi che nascono, le famiglie che si spezzano, il coniuge del vicino che muore,
Da settembre ci rivediamo ad aprile e bruscamente siamo informati dei nuovi arrivi. E delle partenze.
Voi non ci crederete ma a me manca il genero di due roulotte a sinistra. E mi fa specie che i bimbi siano divisi tra babbo e mamma, e mi fa strano non vederlo lì a spazzare la piazzola o a giocare con le bimbe. E mi sembra di essere scema perché, invece, a vederli sembra che sia sempre stato così.
giovedì, 02 luglio 2009
aiuto.
giovedì, 02 luglio 2009
questo script non lo sopporto. E dal cell non riesco a toglierlo. E mi ricorda che la mia amica mi ha fregato il posto. E mi impalla lo schermo.e come è dura la vita per i blogger in vacanza!
mercoledì, 24 giugno 2009
Il campeggio lo dovrebbero vietare. Crea assuefazione e dipendenza. Uno crede di poter smettere quando vuole ma, credetemi, non ce la fa. Dovrebbero creare delle comunità di disintossicazione per campeggiatori incalliti.
Io, tutti gli anni, sbraito un tot, dentro di me e pure fuori: Ma guarda qui... tutto questo sudicio, sempre a spazzare... ma chi me lo fa fare... sembriamo deportati... e paghiamo pure un sacco di soldi. capita che ti rubino la sdraietta dalla piazzola, o magari è solo il vicino che scherza... capita che il tuo cucinotto venga invaso dai topi, e i tuoi vicini hanno di che sghignazzare per settimane... capita che ti viene il mal di schiena e tutti lì a chiederti come stai... Combatti con il polline, con le formiche, con l'elettricità che salta. Giuri e spergiuri che questo è l'ultimo anno, che cavolo...
Poi accade che guardi un pezzo di cielo blu in mezzo ai pini della macchia mediterranea mentre vai a rigovernare con i tuoi cocci sottobraccio, poi accade che mentre vai in spiaggia senti profumo di mirto e camomilla e rosmarino. Accade che una sera alle nove e mezzo intravedi il cielo ancora rosso e allora vai in spiaggia con le tue amiche, e te ne stai li a guardare quel ben di dio, quella calma perfetta incorniciata dai fari: quello di Talamone, quello di Porto Santo Stefano e, davanti, quello del Giglio. E piano piano vedi apparire le stelle, ad una ad una, mentre il giorno,sfinito, decide di lasciare posto alla notte. E avresti voglia di fumare una sigaretta e di bere un bicchiere di buon vino rosso perché è troppo bello.
Poi accade che la mattina ti svegli presto e te ne vai dritta sulla spiaggia senza nemmeno lavarti il viso e senti la sabbia ancora fresca sotto i piedi e vedi il mare che non è lo stesso di mezzogiorno. E ti fai il bagno in quel lago che sembra mandare via pensieri e preoccupazioni e nuoti pure. E senti il tuo corpo agile e svelto. Come se quell'acqua ti togliesse mille anni.
E capisci che per te il mare sarà sempre campeggio. Come quei due vecchietti che sembra abbiano mille anni davvero e si montano la loro roulotte e lasciano vuota la casa che hanno nel paese vicino.
Mentre arrivano i turisti, sempre più numerosi negli ultimi anni, cedi loro un po' controvoglia il dominio di quel pezzo di spiaggia. ma sai che stasera tornerà ad essere solo tua.
Ale , lo sai che sei proprio brava come baby sitter? - squittisce una bimba tondetta che fa il bagno vicino a me con un tubo galleggiante rosa barbie.
Ah si? Grazie! - risponde la ragazza che la segue.
Quando hai 18 anni ti farò guidare la barca di mia nonna... te l'ho promesso...
Ma io... mica son bona...
Questi mi sa che non stanno al campeggio...
Peggio per loro.
mercoledì, 24 giugno 2009
Carissimi studenti di quinta,
vorrei ricordarvi che domani c'è la prima prova dell'esame di stato. Sapete com'è... non si può mai dire... non vorrei che qualcuno se ne scordasse.
Mi raccomando arrivate puntuali, anzi un po' prima, portatevi il documento d'identità, vestitevi e pettinatevi da bravi bimbi (come sempre del resto... attenzione solo alle mutande), portatevi due penne che una smette sempre di scrivere e così non dovete chiedere di qua e di là che fa poco serio, spengete i cellulari, consegnateli alla commissione o meglio ancora lasciateli a casa che di sicuro uno o due si scorderanno di riprenderli, andate a far pipì prima di entrare in classe e non chiedetelo più per tre ore e non chiedetelo tutti insieme, portatevi la merenda da casa o compratevela prima di entrare compreso l'acqua e l'estathè (ma forse adesso non usa più...) così fate ingrullire meno la commissione che è sempre un bene, fate sorrisi ai prof esterni ma non esagerate e soprattutto non rispondete male ai commissari...
Scherzi a parte vi mando un grande abbraccio e un grossissimo in bocca al lupo
profemate
mercoledì, 24 giugno 2009
Come ti cerco dunque, mio Signore? Cercando te, mio Dio, io cerco la felicità. Ti cercherò perché l’anima viva. Perché vive dell’anima il mio corpo, e di te vive l’anima. E come la cerco, la felicità? Finché io non dica “Basta, eccola”, io non ce l’ho. Ma bisogna dire come la cerco: se è perché il cuore ne ha memoria, quasi l’avessi dimenticata senza scordare di averla dimenticata, o per il desiderio di conoscere l’ignoto, sia che non l’abbia conosciuta mai, sia che a tal punto me ne sia scordato, da non aver memoria di questo oblio. Ma non è la felicità, che tutti vogliono? Non c’è assolutamente nessuno che non la desideri; e dove l’hanno conosciuta, per desiderarla così? Dove l’han vista, per innamorarsene? Eppure noi l’abbiamo, io non so come. E altro è possederla ora, e ora esser felici, altro è vivere di speranza, felicemente. Questo è un modo d’averla inferiore al primo, di chi è felice della cosa stessa, ma superiore a quello di chi non vive né la felicità vera né quella della speranza. Eppure anche questi non desidererebbero tanto la felicità se in qualche senso non l’avessero: e che la desiderino, non c’è alcun dubbio. Dunque lo sanno, cos’è: una loro idea ce l’hanno. È quest’idea che mi sto sforzando di capire se si trova nella memoria. Perché se è lì, eravamo felici, una volta. Io non mi chiedo ora se lo eravamo come individui, ciascuno per sé, o tutti nell’uomo che peccò per primo, in cui noi tutti siamo morti e da cui siamo nati, infelici: ma chiedo se è nella memoria, quella vita felice. Perché non l’ameremmo, se non sapessimo cos’è. Ne abbiamo udito il nome, e tutti confessiamo di tendere alla cosa: non la parola, è chiaro, ci è gradita. Quella non piace al greco che la sente pronunciare in latino, perché non sa che cosa significa: ma a noi piace, e anche a lui, se la sente pronunciare in greco, perché non è né greca né latina la cosa stessa: una cosa che tutti si consumano dalla voglia di avere, greci e latini o qualunque sia quella che parlano fra le lingue della terra. È cosa a tutti nota: e se in un solo colpo si potesse porla a tutti, la domanda se desiderano la felicità, risponderebbero senza alcun dubbio a una voce: sì. Così non sarebbe, se non serbassero memoria della cosa che ha questo nome.
(Sant'Agostino, Confessioni, X, 20,29)
lunedì, 22 giugno 2009
Mi sono appassionata ai libri di
Yu Hua.
Ne parlavo in classe, dove ho degli alunni cinesi.
Mi pare proprio che manchi in questi libri ogni domanda sulla vita, sul suo significato. Forse è proprio una questione di cultura diversa... Che ne dici? - chiedo a studentessacongliocchiamandorla, che mi guarda con fare interrogativo.
Insomma- sbotta studente furbetto- ti chiedi mai
che ci stai a fare al mondo? O che senso ha la vita?
Alza le spalle, studentessacongliocchiamandorla, mentre risponde in modo forse scorretto in italiano ma molto chiaro come significato:
A morire!
E sorride tranquilla.
lunedì, 22 giugno 2009

Quando sono sulla spiaggia di fronte al mare che si riposa dalle fatiche della giornata del dispettoso maestrale o dello scirocco appiccicoso, quando il sole da dietro le nuvole manda i suoi raggi a colorare di rosa o di arancio il cielo, per un attimo vorrei avere vent'anni e accanto un uomo ancora sconosciuto sul quale poter appoggiare il capo e la certezza della mia vita. Solo per un attimo.
venerdì, 19 giugno 2009
Caro Bigiaretti,
in questo precoce inverno io languo e soffro in una cameretta esposta a tramontana dove è escluso che un raggio di sole possa scendere a lambire il mio davanzale. E tremo, perché non dirlo?, pensando alla morte che s' avvicina altrettanto precoce, che mi ha già in sua balìa. L'anno ch'è trascorso è stata una cuccagna. Avevo voglia di rivedere Roma dopo tanta assenza. Avevo degli articoli nella valigia, vecchi e nuovi. E me la sono cavata vittoriosamente. Ma ora gli articoli sono finiti. Ne ho ancora cinque o sei al massimo. Le mie condizioni, che tutti conoscono, non mi permettono di lavorare. Che fare dato che non ho il coraggio di uccidermi? ...
...
Non aggiungo altro perché non ne ho la forza. Se vuole avere la cortesia di telefonarmi, nell'ora dei pasti, il mio numero è 360810.
Spero che possa dirmi una parola rassicurante.
La saluto, caro Bigiaretti, e le auguro mille buone cose.
Vincenzo Cardarelli
giovedì, 18 giugno 2009
Ieri, mercoledì 17, eravamo 17 a tavola in quella pizzeria (dove abbiamo speso 170 euro per cinque vassoietti con sopra un po' di prosciutto e melone e due striminzite polpettina di patate (però erano serviti su taglieri di legno...)
Ieri mercoledì 17 sono partita per andare a cena con i miei studenti di quarta.Mi sono soffermata da una parte del grande parcheggio , li ho salutati e ho detto: ' vado a parcheggiare meglio la macchina' .
E invece no. Era mercoledì 17 e la macchina non ripartiva.
Mai andare a cena in 17 il 17.
In compenso studentefurbetto, appena saputo che c'era profemarito alla macchina ha preteso di accompagnarmi e di stringergli la mano per congratularsi con lui che mi sopporta. Profemarito ha accettato e si è congratulato con loro che mi sopportano per tutto questo tempo in classe.
Queste si che son soddisfazioni.
mercoledì, 17 giugno 2009
Da piccola non credevo si invecchiasse: pensavo che i bambini fossero bambini, gli adulti adulti per sempre e i vecchi da sempre così. Quando scoprii che non era quella la verità, ci rimasi malissimo. Non mi sembrava terribile la vecchiaia in quanto tale, mi piacevano i miei nonni, le loro rughe, la pelle morbida sotto il collo che stropicciavo tra le dita per addormentarmi... mi piaceva fare loro da bastone per la vecchiaia, mi sembrava normale che facessero fatica a camminare, che non corressero mai... ma l'idea che prima erano stati giovani e forti, senza dentiere, senza bastoni, che avessero potuto correre e camminare rapidi senza problemi mi riempiva di sgomento.
- Nonna... come hai fatto ad abituarti a portare la dentiera? A me fa uno schifo... io non mi ci abituerò mai...
- Davvero nonna, prima eri giovane e bella? Come è successo che sei cambiata? Cosa hai pensato mentre ti vedevi invecchiare?
- Ti alzavi la mattina e andavi a lavorare? E tutti i muratori ti davano retta... e costruivi le case... Nonno...perché hai smesso e ti ritrovi a fare solitari sulla tavola in cucina?
mercoledì, 17 giugno 2009
mercoledì, 17 giugno 2009
Gli stronzi stupidi sono terribili.
Se proprio devo stare con degli stronzi
preferisco uno stronzo intelligente.
mercoledì, 17 giugno 2009
Come si fa a perdere una tazza di caffellatte preparata tre minuti fa?
lunedì, 15 giugno 2009
Scontro tra titani
Mio figlio... (tono un po' deluso e triste ma deciso di solida profemamma)... da me non ha preso proprio niente!
Eddìe... (risposta di arguta profetoscana)...unnè un bene che ittufigliolo unnabbia preso nulla da te?!
Tutto quello che non avreste mai osato chiedere
Ma insomma... queste schede si devono riempire o no? (chiede profesommersadaifogli)
Ma che ne so? Piuttosto... quante copie dei programmi finali debitamente firmati si devono consegnare? (risponde profsommersodailibri)
Una credo. Ma li devono firmare i rappresentanti di classe o bastano due qualsiasi? (chiede profsupplente)
Ma chi se ne frega! (Alza la voce profeutilizzata) guardiamo piuttosto come hanno fatto le cattedre del prossimo anno!
Ma lo sapete quanto pagano le ore aggiuntive per i segretari? (chiede profesegretaria)
Dall'altra parte della stanza si alza la voce maschile e suadente di profamico:
...di che parlate? Di sesso?...
Mostro antistress
Scusa... ma che dici... se consegno domani il registro sarà lo stesso?
Ma certo! C'è tempo!
Scusa... (continua imperterrita, cambiando referente) dobbiamo consegnarli oggi i registri?
Ma no! Con calma...
Scusa... credi che il Preside chieda i registri allo scrutinio? Perché io devo ancora riguardarli un attimo....
Ma figurati! Non preoccuparti...
Eh lo so sono un po' ansiosa... meno male che ho il mio mostro antistress che tutti mi invidiano... (e tira fuori dalla borsa una palla di punteruoli elastici verde fosforescente e comincia afarla ballare sotto i nostri occhi)
Senti a me... quel coso... non ti funziona affatto! (sbotta profevicinaallapensione)
lunedì, 15 giugno 2009
La scuola è finita
O come mai non me ne sono accorta?
giovedì, 11 giugno 2009
Mentre si comincia a parlare di
test per scoprire il sesso del nascituro già a dieci settimane di gestazione, e,
nella democratica Svezia, lo Stato ha dato l'ok ad un aborto motivato solo dal sesso del figlio, io mi chiedo:
Ci scandalizzeremo ancora per gli aborti selettivi n Cina o India?
Riusciremo finalmente a capire l'ipocrisia dietro a cui ci nascondiamo quando parliamo di aborto?
Per chi grida che l'aborto è un diritto della donna, che l'aborto è lecito per eliminare una gravidanza indesiderata... non è una normale conseguenza che l'aborto sia lecito per eliminare una gravidanza di una figlia femmina indesiderata?
O è solo una questione di pari opportunità?
martedì, 09 giugno 2009
Sono una frana
non una donna.
si salvi chi può!!!!!
lunedì, 08 giugno 2009
Vi ho mai detto, ragazzi, di quello studente che all'esame di stato, alla domanda della prof: 'Parlami di un argomento a piacere' , rispose: 'Oh, no profe... proprio questa domanda... mi sono preparata su tutto ma quello che non ho pensato è a prepararmi un argomento a piacere'
Ma davvero profe? All'esame?!!!
Sì... incredibile vero? E quello che mi rispose 'Quel giorno non c'ero'?
Già profe... questo ce lo aveva detto... non sembra nemmeno possibile.
Infatti. Mi raccomando, almeno non fate cose di questo tipo.
Ma si figuri profe... noi??!!! Non ci conosce...
Poco, in effetti.
Segue interrogazione. Dopo 15 minuti di domande senza nessuna risposta umanamente articolata, profemate si muove a compassione e fa questa domanda:
Mi sai dire una domanda alla quale sapresti rispondere?
Eh no, profe!! Mi chieda lei qualcosa... perché io a domande così non so rispondere...
Non avendo un muro sottomano, ho sbattuto la testa contro la cattedra.
lunedì, 08 giugno 2009
Chi si contenta gode...
così così.