Basta. Devo allontanarmi. O allontanarla da me.
Ma... come faccio se quella persona sono io?
categoria:tra il serio e il faceto
Bambino
Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento.
Alda Merini
C'è stato un tempo in cui io credevo di possedere la mia vita. La felicità delle persone che amavo era nelle mie mani, nel mio cuore e nel mio cervello la voglia di studiare dei miei alunni e il loro successo scolastico, il futuro era nella mia capacità di attuare il presente. Ma...ecco che un giorno i miei figli hanno reclamato il loro diritto di essere tristi, i miei studenti quello di percorrere le strade che li avrebbero portati fuori dalla scuola. Io credevo di preoccuparmi per loro ma ero solo egoista: avrei voluto che i miei figli fossero felici e realizzati, avrei voluto che tutti i miei studenti fossero bravi ma solo per poter graidare al mondo: "Vedete come sono brava!?"
Ho smesso ormai da molto tempo di misurare. Misurare la riuscita di chi mi sta intorno per misurare la mia. misurare l felicità e sentirmi in credito. Ho capito che non è giusto prendersi la colpa (o il merito) di quello che fanno le persone intorno a noi. Ho capito che la loro libertà è la cosa che devo amare di più.
ptoematechehasmessodimisurare...masaràvero?
A forza di fare il vaccino mi ero scordata dell'influenza. Dolori per tutto il corpo, mal di schiena, mal di reni, mal di gambe. puoi stare a dormire tutto il giorno, oppure immobile a guardare il soffitto senza aver la forza di aprire un libro o di sentire un cd. Unico sforzo: il tasto del telecomando, e per una volta riesci anche a sentire tutto il pomeriggio in tv o pomeriggio cinque o sei o che vi pare, tanto sei un po' fuori di testa. E lasciare che qualcuno si prenda cura di te, ti porti le medicine, ti prepari da mangiare e ti coccoli un po'. Che importa se i compiti dovranno essere rimandati, i panni sono tesi al filo da sei giorni e la cucina fa schifo? Tu devi riguardarti. E tu ti riguardi. Sonnecchi, indugi nei pensieri, telefoni ad un'amica, alleni il tuo cervello, sorseggi una tisana. Ovviamente il tutto con un grande dispenser di fazzolettini di carta accanto e qualche pausa per attacchi invincibili di tosse. ma piano piano i dolori passano e l'influenza cominci a godertela. E cominci a pensare che tutto questo parlare di vaccini sia per togliere d'impaccio e dagli impicci la società, a cominciare da tuo marito e giù giù fino al capo dello stato, passando dai dottori, ai dirigenti scolastici... (lasciando perdere gli studenti che da anni non godevano delle mie assenze ;P) La società ci vuole sani e efficienti o morti:e dimenticati: le vie di mezzo sono molto scomode. Tutte.
Ieri è venuto a trovarmi studentesenzaetà.
Sa, profe - mi ha detto- la vedo proprio bene... come se il tempo non fosse passato (beh, sono passati solo due anni e mezzo...NDR)
E mi passa il braccio sulla spalla. Il suo sguardo cambia improvvisamente, il sorriso scompare mentre la mano tocca la giacca sulla spalla.
Profe! ha le spalline... - mi dice con lo sguardo deluso.
Bene, io quella giacca l'ho buttata, appena tornata a casa. Non si può deludere così gli ex studenti.
L'altro giorno mi è venuto a trovare studentecontantipiercing. E' entrato di corsa nella classe dove facevo la sostituzione e mi ha abbracciata. la classe è rimasta sconvolta. Forse dall'abbraccio, forse dai piercing, forse dalle meches bionde o dalla passata a fiori.
Io sono stata molto contenta di vederlo ma gli ho detto che se si fa il piercing al setto nasale non si azzardi più ad abbracciarmi e baciarmi. Ovvia.
La televisione urla che far del male a chi ti ha fatto del male ti farà star bene.
Fargliela pagare sembra la panacea universale.
I miei studenti sono sempre più intransigenti. E chiedono giustizia e vendetta. Fino al loro primo errore, sul quale soccombono.
Questo video (che ho trovato nel blog dell'oste) racconta di una mamma che ha avuto cura con amore ed affetto di sua figlia completamente inferma ed incapace di rapportarsi con il mondo esterno per 37 anni. Mi vengono in mente la figlia ventiquattrenne di un giiornalista, la figlia di mia cugina, la mia collega: tutte curate amorevolmente dai familiari, pronti a cogliere il cenno di un sorriso, uno sguardo triste o allegro, per rintracciare il segno di un rapporto che bramerebbero ristabilire nella forma precedentemente vissuta e forse non goduta pienamente, ma che non rinuciano a vivere nella forma che è data loro in questo momento. Chi da vent'anni, chi da pochi giorni.
Io prego perché Dio li aiuti, li sostenga, dia loro conforto.
Ma esigo che la società non li abbandoni. Perché abbandonare loro significherebbe abbandonare la parte più vera di noi stessi.
E intanto ringrazio Dio perché il mio cuore batte. Come dice il babbo di Caterina: "...è la cosa meno scontata del mondo che in questo preciso istante il cuore dei tuoi bimbi, il mio cuore o il tuo, amico lettore, batta."
...ma guardatelo fino in fondo...